Sfoghi di una vita distratta #10

Il periodo natalizio mi rende nervosa, sebbene adori questa festività.

Le luci, i cuori, le persone. Tutto sembra più caldo. Se non fosse che le maschere cadono facilmente dai volti delle persone.

Non mi faccio viva da un pò, direte. Già, avete pienamente ragione. Però le convenzioni sociali hanno chiamato anche me. Purtroppo.

Vi tendo però la mano, invitandovi a sedervi con me. Stavolta il tavolo è quasi al centro del locale. Il mio tubino bordeaux lascia vedere le curve. La mia seconda si fa fiera, i miei fianchi risaltano.

Sedete con me, mentre ordino da bere. Mentre comincio a raccontare ciò che passa nella mia mente.

Freddo fuori, freddo dentro. Se c’è qualcosa che mi ricorda il periodo natalizio, è proprio questa parola.

Freddo

Il cameriere mi porta il mio Hugo. Prosecco, liquore al sambuco, seltz e menta. Non troppo forte, ma dal gusto frizzantino.

Dei ragazzi dal tavolo vicino mi lanciano degli sguardi. Li guardo impassibile, sorseggiando il mio cocktail. Forse commenteranno il mio vestitino, chiedendosi cosa ci faccia una ragazza vestita elegante, a bere cocktail al bar. Nei giorni delle festività natalizie.

Già, cosa ci faccio qua?

Eppure, mi sento a mio agio. Un posto pieno di persone che non mi conoscono, che non hanno voglia di conoscermi. Un tavolo scelto da me. Una bevanda scelta da me. Finalmente qualcosa che posso scegliere al 100%.

Dopotutto, non ho deciso io di nascere, non ho deciso io tante cose della mia vita. Nemmeno il mio corpo l’ho scelto io. Ho sempre avuto un rapporto di amore ed odio con lui. Più odio che amore.

Ma sono così, sono io. E non c’è nulla di sbagliato in questo.

Freddo anche con le persone.

Lo penso spesso: alla cattiveria non c’è mai fine. A ciò che la mente umana può produrre per distruggere l’altro. Sebbene speri spesso che ci sia un limite.

Per cosa poi? Per sentirsi superiori? Per sentirsi meglio con la propria coscienza? O magari vivono vite così misere, da non aver di meglio da fare che criticare chi hanno di fronte.

In genere, punisco queste persone dandogli ciò che non vogliono: risposte calme, pungenti, un pò accondiscendenti. Il mio caro zio diceva sempre che, quando si parla con degli idioti, loro vogliono portarti al proprio livello. E te non devi permetterglielo di farlo.

E poi che succede? Diventi freddo, ripaghi con la stessa moneta. Quasi inconsciamente, come se fossi sempre stato così.

Il cuore si trasforma, cercando di proteggersi.

E quando il cuore si trasforma, sono davvero cazzi.

Però, senza la spada in mano, non posso proteggere. Con la spada in mano, non posso abbracciare.

Stasera rimango sugli 8 gradi, niente di troppo forte. Voglio salutare i miei fantasmi di persona, mentre la testa passa in rassegna vecchie foto color seppia.

Non puoi fuggire da tutto, non puoi scappare da ciò che porti dentro. Quante volte mi viene ricordato, lo so solo io.

Quante persone speciali, che sono entrate nella nostra vita, sono cambiate?

Con l’esperienza, col tempo, con incontri sbagliati.

Intanto, finisco il mio Hugo e lascio che la freschezza mi culli, portandomi lontano da me stessa.

Categories:

2 Comments

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s